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Ambiente

In materia ambientale il nostro obiettivo non è quello di lanciare un monito. Non sentiamo la necessità di criticare le scelte, o le “non scelte” fatte in passato.  Sentiamo invece la responsabilità di contribuire concretamente alla costruzione di un sentire comune, della consapevolezza che il futuro ambientale del nostro Paese è nelle mani di ciascuno di noi. 

Pur tenendo in considerazioni alcuni risultati positivi (progressivo aumento dell’utilizzo delle energie rinnovabili e percentuali di raccolta differenziata), ad oggi l’Italia appare come un Paese in grave ritardo su tante questioni essenziali. Dalle carenze strutturali di Comuni e Regioni in tema di depurazione, alla scarsa qualità dell’aria delle nostre città, dal continuo consumo di suolo ai livelli eccessivi di cementificazione.

Abbiamo di fronte una grande transizione fatta di cambiamenti climatici divenuti ormai una costante minaccia anche a causa dello stato di colpevole fragilità in cui versano territorio, costruzioni, infrastrutture oltre ad essere alla base di guerre, violenze, carestie, migrazioni e nuove disuguaglianze. Dobbiamo rendere l’Italia un luogo capace non solo di colmare i suoi ritardi, ma di anticipare e accelerare le trasformazioni.

Il settore strategico, capace di intervenire su tutte le dimensioni della transizione, è la conversione ecologica dell’economia, capace di liberare l’enorme potenzialità per il rilancio di eccellenze industriali italiane, per la creazione di posti di lavoro diffusi, stabili, per la promozione delle economie sane in grado di produrre più risorse di quante vengano sottratte, in termini ambientali e sociali.

È essenziale avere sotto controllo la correttezza della distribuzione dei benefici e dei costi che derivano dall’utilizzazione delle risorse ambientali; affinché l’attività economica privata tenga maggiormente in considerazione le questioni sociali e ambientali, distaccandosi da una logica orientata puramente al profitto, e contribuisca più efficacemente a un’equa distribuzione della ricchezza e dei redditi. 

Occorre promuovere, ove possibile, forme alternative di impresa, rendendo l’economia più responsabile rispetto ai costiche l’attività aziendale comporta per l’intera società, promuovendo sempre più forme di economia sociale. Una economia che si ispira a principi di utilità sociale, attraverso il miglioramento del benessere per il maggior numero degli individui, e di solidarietà, garantendo un reciproco sostegno e senso di appartenenza.

Abbiamo la responsabilità di ridurre lo sfruttamento intensivo delle risorse della terra. Puntare senza più indugi verso una totale decarbonizzazione del nostro paese e per passare dall’economia lineare a quella circolare: dalla strategia “usa e getta” alla strategia “rifiuti zero”, riduzione dei consumi e in particolare di quelli energetici, radicale efficientamnto di casa, mobilità e trasporti, e la contestuale conversione dei consumi residui verso uno scenario al 100% rinnovabile entro il 2050. 

La leva fiscale rappresenta uno strumento importante per internalizzare i costi esterni dell’inquinamento provocato dalle imprese e per ridurre le emissioni inquinanti ad un livello ottimale sostenibile. Tuttavia ci sono alcuni problemi da affrontare. In primis il fatto che la determinazione esatta del livello appropriato di un’imposta sull’inquinamento dipende dalla disponibilità di informazioni precise sui costi del danno derivante dall’inquinamento e sui vantaggi derivanti dalla produzione di beni che causano tale inquinamento. In un’ottica orientata maggiormente ad un’analisi di tipo giuridico, vengono in evidenza due esigenze fondamentali: certezza e chiarezza delle norme giuridiche orientate al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. 

Occorre poi reindirizzare gli ingenti sussidi statali attualmente diretti al sostegno di attività dannose per l’ambiente verso interventi virtuosi per la rigenerazione delle nostre città, per imporre un definitivo stop al consumo di suolo urbano e agricolo, per varare un piano di tutela e promozione del capitale naturale del nostro paese, per intervenire seriamente sulla riduzione degli impatti del mondo agricolo e dell’allevamento, per pianificare ed attuare le bonifiche dei territori devastati da attività industriali dissennate e dalla diffusione di manufatti in amianto, per migliorare la qualità dell’aria partendo da un forte potenziamento dei trasporti pubblici urbani e pendolari su ferro e dei sistemi logistici intermodali nonché per un programma strutturale per la conversione dell’industria pesante ed inquinante.


In questa cornice si collocano nostre proposte: 

  • Istituzione di una Commissione permanente sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.
  • Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale. 
    Il consumo responsabile è uno dei modi per cercare di praticare la politica nel quotidiano attraverso un orientamento dei propri acquisti seguendo principi che siano altri rispetto ad una logica di mero risparmio. Sono necessarie forme di pubblicizzazione e promozione ad un commercio che possa garantire al produttore ed ai suoi dipendenti un prezzo giusto, la qualità del prodotto e assicuri anche la tutela del territorio. Serve una partnership economica basata sul dialogo, la trasparenza e il rispetto, che mira attraverso il commercio internazionale ad una maggiore equità tra Nord e Sud del mondo.
  • Creazione fondo per efficienza energetica. Sono necessarie adeguate risorse economiche per la creazione di un fondo per l’efficienza energetica nei vari ambiti produttivi (industria, commercio, artigianato) ma anche per interventi sul patrimonio residenziale pubblico e privato che possa incentivare e favorire gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalle ultime direttive europee e nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari e investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi e una veloce ed agevole procedura tecnico/amministrativa nella fase di  progettazione e autorizzazione degli interventi.
  • Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale pubblico. Alla luce di un alto grado di degrado edilizio dovuto alla mancanza di periodica manutenzione in buona parte del territorio nazionale pensiamo sia indispensabile uno stanziamento straordinario di risorse per la progettazione di interventi di riqualificazione energetica, antisismica ed architettonica, finalizzate a rendere più sicuri gli immobili pubblici (scuole, uffici, residenze), migliorare il comfort degli ambienti interni, contenere il consumo energetico attraverso metodologie costruttive innovative e utilizzando fonti di energie rinnovabili, riducendo così facendo gli inquinanti e il relativo impatto sull’ambiente.
  • Progressiva defiscalizzazione della mobilità pendolare sostenibili con l’obiettivo di un aumento delle somme erogate o rimborsate ai dipendenti da parte del datore di lavoro per abbonamenti ai mezzi pubblici. Consolidamento dei finanziamenti per il noleggio, acquisto o fruizione condivisa di mezzi di trasporto come scooter e auto elettrici oltre bici. In linea con questi interventi risulta necessaria una semplificazione per l’installazione di ricariche per auto elettriche non solo nei centri urbani delle maggiori città.
  • Interventi radicali in contrasto alla povertà energetica. È necessario prendere atto che l’accesso all’energia a prezzi sostenibili rappresenta un diritto sociale fondamentale. Quindi è necessario disciplinare un piano d’azione integrato che abbia effetti consistenti e permanenti, che si proponga di introdurre nuove misure di contrasto e rimodellare l fine di rimuovere gli ostacoli al loro accesso e favorirne la fruizione da parte di tutti gli utenti. Incrementare le campagne di informazione e sensibilizzazione delle famiglie sui bonus energia e acqua da parte dei Comuni creando una rete di sensibilizzazione con i servizi sociali e CAF, è solo il primo passo necessario per dare forma ad un modello di governance che preveda un’interazione tra Stato, imprese, enti, e società civile necessaria al raggiungimento dell’obiettivo di assicurare l’accesso a sistemi di energia moderni, sostenibili, sicuri e a prezzi sopportabili per tutti.
  • Il cambiamento climatico come sfida decisiva dei nostri tempi. È indubbio che negli ultimi anni il tema del cambiamento climatico sia uscito dai suoi circuiti di nicchia e sia diventato tema di dibattito pubblico, fino a farsi leva di attivismo civico e impegno sociale e questione rilevante dell’agenda politica mondiale. Questo new green day deve spingerci a passare dalla consapevolezza delle attuali criticità climatiche ed ambientali alla fase delle decisioni da prendere. Dobbiamo sviluppare ed implementare l’energia solare, eolica e altre rinnovabili per andare verso la prospettiva di un’eliminazione dell’energia fossile e nucleare creando al contempo nuovi posti di lavoro. Un obiettivo che si innesca sia agendo opportunamente sulla leva fiscale per esempio attraverso l’introduzione di una carbon-tax, sia investendo in programmi di efficientamento energetico, sia liberando le energie rinnovabili dalle norme fossili che le imbrigliano e, permettendo così alle imprese di guadagnare in competitività e alle famiglie di liberare risorse per altri consumi e investimenti.

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