Connect with us

Blog

Cronache da una maturità imperfetta

Published

on


Abbiamo vissuto un periodo complicato a livello socio-politico ed economico, che ce ne riserverà ancora, ma ancor più è stato un tempo delicatissimo anche a livello umano non solo dal punto di vista dell’individualità di ciascuno di noi, bensì pure da un punto più generale. Si può dire che il virus ha fatto esplodere contraddizioni e tanti motivi per cui certe dicerie e molte analisi fossero false. La pandemia ha dimostrato soprattutto in due ambiti un sostanziale fallimento del sistema come quello basato unicamente sul profitto e sul prodotto in quanto unico faro dell’azione umana. Questi sono la sanità e la scuola. Infatti proprio da questi due grossi argomenti da cui derivano una serie di problemi e di particolari aspetti interessanti si è compreso il senso di una società che investe nei diritti fondamentali. Oggi provo a toccare una questione che mi è particolarmente cara, anche se l’ho ampiamente superata. Devo premettere che sull’esame di maturità ai tempi del coronavirus avevo i miei motivi di scetticismo. Spesso in forma scritta o comunque in forma di colloqui e confronti vari, ho espresso la mia perplessità appoggiando la linea contraria allo svolgimento. Sono convinto ancora adesso che se il tempo impiegato nello svolgimento degli esami di Stato fosse stato utilizzato come occasione utile assieme ai mesi di agosto e settembre per la riapertura probabilmente ci sarebbe stato un piano più preciso e meglio ragionato. Soprattutto credevo e ne sono ancora convinto un’altra volta che, in forma del tutto eccezionale, per quest’anno i consigli di classe avrebbero dovuto provvedere a scrutini più lunghi o un po’ speciali che valutassero davvero il percorso di studio triennale.

Comunque oramai il dado è tratto – si sarebbe detto in tempi antichi – e adesso e nelle prossime settimane tutti raccoglieremo i frutti. Mi interessa soffermarmi con questa riflessione sugli ultimi dati usciti dalle onnipresenti classifiche che provano con il mezzo statistico e talvolta con un giudizio fin troppo imperante a dare un quadro completo della situazione. Si evince che davanti a una lieve riduzione dei promossi – dal 99,7% al 99,5% dei maturandi – aumentano i voti medi. Nelle valutazioni si nota un aumento dei 100, indipendentemente dalla lode, rispetto agli anni scorsi. Su questi primi due dati devo riconoscere che il sistema d’istruzione ha sempre un limite per quanto riguarda la valutazione finale degli studenti terminali. In particolare vorrei ricordare che in tutti i primi anni in cui la maturità ha subito variazioni si poteva notare come la buonuscita dei maturandi fosse molto alta, per esempio l’anno scorso le commissioni d’esame erano state molto generose nelle valutazioni in quanto venivano stravolti il colloquio orale e veniva soppressa la terza prova. Non voglio negare che chi merita tanto deve avere tanto, però si è arrivati ad una idea di valutazione basata di più sul livello di difficoltà che sulla effettiva crescita e sull’impegno dimostrato. L’altro punto particolare riguarda il lieve calo delle promozioni. Devo dire che da questo punto di vista la promozione da un lato va meritata ma dall’altro non è possibile bocciare a un passo dalla fine o a 10 metri dal traguardo. Se quest’anno l’eccezionalità di ammettere tutti politicamente alla prova d’esame era necessaria bisogna tenere conto che dentro al numero dei promossi e alla esigua percentuale dei bocciati c’è un fattore determinante riguardante l’aspetto didattico. in quella percentuale ci può essere qualcuno che ha subito l’onda della interruzione della didattica passivamente come è possibile che anche nei migliori casi si sia sentito.

Un altro aspetto interessante, in cui spero di non sembrare troppo di parte, é nella differenza territoriale. Se si guarda al rapporto percentuale tra diplomati con lode e diplomati totali, le percentuali più alte si registrano nell’ordine in Puglia (5,2%), Umbria (4%), Molise (3,8%) e Calabria (3,7%), mentre i 100 più frequenti sono usciti in Calabria, Umbria, Sicilia e Puglia. Per comprendere la qualità dell’insegnamento e i risultati effettivi degli studenti nel corso degli anni, servono altre classifiche riguardanti altri temi, ma credo che già da queste vette si può leggere come lo stereotipo nord-sud sia Uno dei primi storici tronconi che il Covid ha sfatato. È vero anche che ci potrebbe essere un atteggiamento più buonista nei confronti degli esami particolarmente straordinari, ma se si leggono nel merito alcuni dati sulla ricerca per esempio non è molto accettabile sentire ancora parlare di scarsità di qualità del meridione come tema principale.

Ultimo dato interessante, come sempre accade, é sul rapporto agli indirizzi di studio. Qui la media dei voti più alta si conferma nei licei, dove il 4,1% ha conseguito la lode, il 13% ha avuto 100, il 18,6% tra 91 e 99, il 22,8% tra 81 e 90. Seguono le altre tipologie di istituti. Rimane primo il classico nella fascia di voto più alta. Su questo aspetto credo giusto soffermarsi di meno perché da questo punto di vista è un dato che va tarato su moli di lavoro diverse e sistemi formativi che preparano competenze completamente opposte e che necessitano di metodi di studio differenti.

In questi giorni mi infastidisce particolarmente leggere e sentire commenti circa il fatto che la scelta di proseguire con la maturità e portarla avanti come una prova unicamente orale sia stata scelta vincente. Si può notare la straordinarietà di questo esame diverso in cui, a seguito dell’emergenza sanitaria, è stata mantenuta la sola prova orale, che ha visto oltre tutto un nuovo alternativo sistema di assegnazione dei crediti, in particolare quello del triennio finale è stato rivisto. Certamente quello dei crediti è un passo giusto e nella direzione di dare merito alle belle attività formative e individuali più necessario rispetto alla dolcezza di maniche meno meritocratica e meno apprezzata per principio.


Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Facebook

Leggi

Blog2 mesi ago

Riders, non è più tempo di scherzare

Viviamo gli anni 20 del 2000. Siamo completamente inzuppati all’interno della modernità, all’interno di un mondo molto diverso e forse...

Blog2 mesi ago

Cronache da una maturità imperfetta

Abbiamo vissuto un periodo complicato a livello socio-politico ed economico, che ce ne riserverà ancora, ma ancor più è stato...

Blog3 mesi ago

Ustica, un caso ancora aperto

La sera di venerdì 27 giugno 1980, alle ore 20:59, un aereo di linea DC-9 della compagnia aerea italiana Itavia...

Blog5 mesi ago

Giù la maschera.

Renzi è un grande oratore, bisogna dargliene atto. È riuscito a riportare l’orologio politico della maggioranza a febbraio, quando minacciava...

Blog5 mesi ago

Il Primo Maggio al tempo del Covid

Questo Primo Maggio sarà diverso, ma il glossario non è molto dissimile da quello degli ultimi anni. La novità sta...

Blog5 mesi ago

Primo Maggio, il Riscatto del Lavoro

Buon Primo Maggio ai lavoratori e alle lavoratrici di tutto il Mondo.Buon Primo Maggio ai precari, a chi a perso...

Blog5 mesi ago

L’outing di massa

In questi ultimi giorni ho letto su un portale affidabile una notizia che ha visto per qualche ora intensa una...

Blog5 mesi ago

Segnali di ripartenza

La conferenza stampa che anticipava le prossime misure della Fase 2 ha generato non poche perplessità non solo tra le...

Blog6 mesi ago

Europa, ultima chiamata

Lettera aperta ai segretari delle giovanili dell'area progressista europea

Blog6 mesi ago

Europa, mai sprecare una crisi

“Non ci si può permettere di sprecare una crisi. É un opportunità di fare cose che non si pensava di...