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Coronavirus, l’Italia si conquista il ruolo di interlocutore internazionale di riferimento.

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Il fatto che un IRCCS italiano sia il primo centro europeo a genotipizzare il 2019-nCoV è un traguardo fondamentale: l’Italia a questo punto si conquista il ruolo di interlocutore internazionale di riferimento.

I virologi italiani dell’INMI (istituto nazionale per le malattie infettive) “Lazzaro Spallanzani”, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, sono riusciti, primi in Europa, ad isolare il virus responsabile dell’infezione.

«Aver isolato il virus significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Sarà messo a disposizione di tutta la comunità internazionale. Ora sarà più facile trattarlo.» ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza.

Avere a disposizione in modo così tempestivo il virus è un passo fondamentale per l’Italia per due ragioni:

in primo luogo permetterà di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi. Si aprono spazi per nuovi test e si compie un passo in avanti nella ricerca (obiettivo arrivare a sviluppare un vaccino efficace).

In secondo luogo i dati saranno a disposizione della comunità internazionale (database GenBank).

Il fatto che un IRCCS italiano sia il primo centro europeo a genotipizzare il 2019-nCoV è un traguardo fondamentale: l’Italia a questo punto si conquista il ruolo di interlocutore di riferimento.

Il virus isolato nei laboratori dello Spallanzani è stato denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1.

Intanto, secondo quanto riferisce la WHO, i casi confermati al livello globale sono 11953 (di cui 11821 in Cina) con al momento 259 decessi al 1 di febbraio. Sono 23 i Paesi coinvolti oltre la Cina, tra cui l’Italia. I numeri sarebbero più alti secondo altri istituti (14628 casi e 305 decessi).

Il 2019-nCoV è un betacoronavirus a singolo filamento di RNA rilevato per la prima volta a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019. In seguito alla rapida diffusione nella provincia di Hubei e successivamente in altri 23 Paesi, il 30 gennaio 2020 la WHO dichiara l’emergenza globale.

È stata confermata la trasmissione interumana, in particolare per mezzo delle goccioline respiratorie (fino ad un range di 1.8 m) emesse tramite colpi di tosse o starnuti. Stando agli studi (China’s National Health Commission) attualmente si ritiene che il virus possa essere contagioso anche durante il periodo di incubazione (3-10 giorni).

Non è ancora stato confermato quale possa essere il serbatoio naturale del 2019-nCoV nella fauna selvatica e quale sia l’ospite intermedio che lo ha trasmesso agli esseri umani. È verosimile che animali quali pipistrelli e serpenti venduti al mercato di Huanan possano essere il reservoir o l’ospite intermedio del virus, in quanto molti dei primi casi identificati lavoravano presso The Huanan Seafood Wholesale Market (武汉华南海鲜批发市场) ma per ora non c’è niente di certo.

I sintomi dell’infezione virale in questione includono febbre (90% dei casi), tosse secca, respiro corto e dispnea. La sintomatologia può ricordare in alcuni casi quella influenzale, in altri evolvere in polmonite, insufficienza renale acuta finanche all’exitus. È da sottolineare che molti dei deceduti presentavano già in precedenza un sistema immunitario indebolito per altre patologie, età avanzata o quadri di diabete, ipertensione o malattie cardio vascolari. In molti casi i medici cinesi sono stati in grado di curare gli affetti i quali hanno superato l’infezione.

Al momento non esiste ancora un trattamento standardizzato né un vaccino. Riuscire a trovarlo costituirebbe un grande traguardo per il Partito Comunista Cinese, il quale sta impegnando tutta la sua macchina organizzativa per risolvere il problema e velocizzare le contromisure.

La terapia del 2019-nCoV è in primo luogo volta all’alleviamento dei sintomi. Numerosi istituti di ricerca cinesi e internazionali sono al lavoro in questo momento per lo sviluppo di una terapia antivirale e di un vaccino con cui proteggere la popolazione.

Nel frattempo la cosa fondamentale è limitare la diffusione del patogeno. Fare prevenzione. È senza dubbio da rilevare l’incredibile e inedita messa in quarantena in Cina di milioni di persone a Wuhan e in altri grandi agglomerati urbani, oltre alla costruzione in tempi record di due ospedali da 2200 posti letto per ricoverare e curare gli affetti in strutture protette.

Andrea Zuddas
Resp. Sanità MGS

Fonti:

https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/situation-reports/20200201-sitrep-12-ncov.pdf?sfvrsn=273c5d35_2

https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/genbank/2019-ncov-seqs/?fbclid=IwAR2LcZx59vDBCMmcgyZDt91S-oqm0ts687K61GSRLv_quCn0ZjrkgFx7f8Q

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp https://www.cdc.gov/coronavirus/index.html


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