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Zuddas (MGS): Patto per la Salute, 3.5 miliardi in più. Finalmente una inversione di tendenza sul SSN.

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Firmato il patto con le regioni: un finanziamento di 3,5 mld per il biennio 2020-2021, obiettivo 10 miliardi entro la fine della legislatura.
Arrivano i Piani di Potenziamento Lea, la riforma dell’Aifa, Iss, Agenas e unica regia per l’Hta.

Saranno messe in campo misure per velocizzare l’iter di accesso ai fondi per l’edilizia sanitaria, sarà avviata una revisione dei fondi integrativi e dei ticket.
Spazio anche a maggiori investimenti per la prevenzione e ad una nuova governance della Ricerca.

COPERTURE: stanziati 3.5 miliardi in più nel biennio 2020-2021.

Vengono fissate le risorse per il triennio 2019-2021: 114.474.000.000 euro per l’anno 2019, 116.474.000.000 euro per l’anno 2020 e in 117.974.000.000 euro per l’anno 2021.

  • Tetto di spesa per il personale sale dal 5% al 10% per 3 anni con possibilità di crescere al 15%.

Si riparte con gli aumenti salariali (circa 200 euro lordi in più in busta paga) Aumentano le indennità per i medici che fanno le guardie notturne e festive e che lavorano nei pronto soccorso. Poi ci sono gli aumenti del tabellare, gli arretrati contrattuali, l’aumento della posizione fissa. Ora i giovani medici precari possono cumulare i periodi di lavoro diversi e ottenere dopo 5 anni il primo scatto di 5500 euro all’anno.

  • Miglioramento dell’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico;
  • Abolizione del superticket;
  • Lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei del comparto sanità;
  • 235 milioni per l’acquisto di attrezzatura per la diagnostica di primo livello presso gli studi dei medici di medicina generale.

Per l’approvazione unanime del Patto, le regioni hanno chiesto l’innalzamento a 70 anni (da 65) del limite dell’età pensionabile per i medici in corsia e l’assunzione con contratti a tempo determinato degli specializzandi dal terzo anno di scuola (poi stabilizzati ultimata la specializzazione). La richiesta arriva dalla sempre più incalzante carenza di personale sanitario, data dal pensionamento delle coorti risalenti agli anni del numero aperto in medicina. Nel 2025 andranno in pensione circa ottomila medici. dal 2020 al 2030 il trend riguarderà circa il 40% dei medici italiani.

E’ chiaro, come spiega lo stesso Ministro, che si tratta di una misura temporanea data dal momento di necessità. Di durata comunque non superiore a 2 anni. Come Movimento Giovanile della Sinistra non possiamo che apprezzare l’importante inversione di tendenza sul piano della spesa e dell’attenzione verso il nostro sistema universalistico.

Auspichiamo che la il problema del turnover sia risolto in maniera radicale e definitiva tramite lo stanziamento di risorse sufficiente a finanziare non meno di novemila contratti nazionali di specializzazione medica, i quali è necessario siano portati a diecimila entro e non oltre il 2022.

Andrea Zuddas – Responsabile Politiche Sociali, Welfare e Sanità


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