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MGS ha da poco compiuto due anni di vita, vissuti nel mezzo di una transizione molto più grande di noi. Per quieto vivere avremmo potuto seguirne gli sviluppi, su una posizione di prudente retroguardia. Come sapete non è, mai, stato così. Ci siamo sempre battuti per non subire nessuno dei processi politici in cui siamo stati di volta in volta immersi. Possiamo dire di esserci riusciti. Tuttavia, l’evolversi convulso del quadro politico italiano negli ultimi anni ha fatto sì che delle prime due fasi che hanno segnato la vita della nostra organizzazione non possiamo oggi raccogliere i frutti. Ci sembra utile ripercorrerle, prima di soffermarci sulla necessità che ci porta a Ravenna il 15 dicembre.

Tra la fine del 2017 e il marzo dell’anno successivo, l’orizzonte politico che ci veniva indicato era quello della costruzione di un partito di sinistra distinto e concorrente rispetto al PD, frutto della collaborazione tra i tre soggetti della sinistra rappresentati in Parlamento nella scorsa legislatura. In quel solco, fondammo MGS come soggetto aperto e trasversale, al fine di anticipare, tra le nostre fila, il progetto di un contenitore unico. Marina di Pisa dimostrò, a poche settimane dalla nostra nascita, che eravamo all’altezza dei nostri obiettivi. In quella tre giorni coinvolgemmo ragazzi di tutte le provenienze, molti dei quali oggi non hanno in tasca tessera di partito alcuna. Se un partito della sinistra fosse nato, MGS sarebbe stato al di là di ogni ragionevole dubbio il soggetto generazionale più credibile per divenirne l’organizzazione giovanile. Come sappiamo, purtroppo o per fortuna, un partito della sinistra non è mai nato.

Tra la fine del 2018 e gli inizi del 2019 si aprì il dibattito circa il punto di caduta che le imminenti elezioni europee avrebbero avuto nel campo del centrosinistra. La prospettiva fu quella di una lista unitaria capace di costituire un’alternativa credibile ad una destra sempre più radicata e forte nei consensi. Anche in questa occasione, MGS ha provato a porsi all’avanguardia. Nello scorso aprile lanciammo un appello rivolto principalmente, ma non solo, ai Giovani Democratici, per anticipare all’insegna di parole d’ordine radicali il processo di ricomposizione che sembrava avviarsi. Gli effetti del nostro appello sono stati fortissimi. Per limitarci al versante GD, non solo più di 10 Unioni regionali hanno risposto positivamente ma, lo scorso 28 luglio, la Direzione nazionale ha approvato un dispositivo che li impegnava a promuovere quanto auspicato: un congresso rifondativo in cui mettere in discussione tutto. Tra quel giorno e il mese di settembre, in cui sia noi che loro avremmo dovuto approvare reciproci dispositivi relativi agli aspetti tecnici di quel percorso, a partire da quelli riguardanti i rispettivi tesseramenti, è cambiato qualcosa. Cioè tutto. Lo scorso agosto la Lega viene estromessa dal Governo, nasce in poche settimane un governo Pd-5S-LeU. Il quadro politico italiano vive un riassetto di tale portata da richiedere tempi lunghi per stabilizzarsi. Tutt’oggi si fatica a trovare un equilibrio soddisfacente. Durante settimane, poi divenute mesi, di completa incertezza di prospettiva, a tutti i livelli i processi politici in atto si sono sospesi. Sarebbe stato ingenuo pensare che questo effetto non colpisse anche noi, e così è stato.

Ripercorse le prime due fasi che hanno scandito la nostra iniziativa politica, è utile ora soffermarci sul domani. La prospettiva della ricomposizione del nostro campo non è affatto abbandonata. Seguirà probabilmente tempi e modi diversi rispetto al previsto. La nostra volontà è quella di essere in condizione di svolgere un ruolo di primo piano, tale da poter imporre in un dibattito più grande di noi parole che sentiamo pronunciare troppo timidamente: socialismo, redistribuzione di ricchezza e potere, ricostruzione dello Stato, riconversione verde del nostro modello di sviluppo. Per farlo, dobbiamo impegnarci lungo due direttrici: la rivitalizzazione dell’attività politica di MGS e il tentativo di contaminare il dibattito all’interno delle forze oggi in campo. Qui sta il cuore della terza fase della vita del Movimento giovanile della sinistra, che apriremo a Ravenna il 15 dicembre.

Tracceremo, insieme, un percorso che, siamo convinti, non solo confermerà la funzione di avanguardia che abbiamo sempre provato ad interpretare, ma che ci porterà, stavolta sì, a raccogliere i frutti delle nostre fatiche.

 

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